autunno

autunno

lunedì 30 novembre 2015

UNA PAGINA DAL ROMANZO "LA RAGAZZA DISEGNATA" di mimmo sola


“L’arte è il tramite tra il trascendente ed il reale, il bravo artista è colui che riesce a far vivere un sogno, dando vibrazioni che arrivano al cuore dell’anima, destandola.”
Mimmo Sola

Perché l’arte esercita questo fascino particolare sulle persone sensibili?
Se lo chiedeva spesso Federico, quando terminata una delle sue serate musicali in un qualche locale, puntualmente delle persone restavano a parlare con lui, delle ragazze addirittura per riuscire a strappargli un qualche appuntamento.
Sapendo suonare e cantare, ma anche parlare,  infondeva  una sensazione di benessere quando lo si ascoltava. 

La sera di un venerdì di dicembre, due ragazze molto carine non volevano andare via dal locale, finchè lui non avesse promesso loro un incontro a breve.

“Che bella vita, se avessi avuto una testa diversa!”

Federico non riusciva a promettere nulla perché il suo pensiero era sempre sintonizzato su Emanuela che quella sera, nonostante le rassicurazioni fattogli, non era riuscita ad essere nel locale dove lui aveva suonato.
Era rimasto male perché sicuramente sarebbe riuscito a trasmetterle quelle sensazioni che provava mentre cantava le sue canzoni, in un momento in cui lei aveva bisogno di un risveglio dell’anima.
La serata, anche se riuscì benissimo, ed i complimenti furono molti, risultò per Federico incompleta perché l’assenza di Emanuela aveva provocato in lui un turbamento, riflesso anche nella scelta dei brani in scaletta, sempre molto intimisti.
 Alcune presenze femminili non gli avevano staccato gli occhi di dosso, e spesso cantato delle canzonette per trasferirgli dei messaggi ma evidentemente a lui, in quel momento,  avevano interessato poco.
“L’artista” vive di fasi,  e se poeta è molto difficile anzi, quasi impossibile che riesca nella sua vita a provare attrazione per una donna a caso, a meno che in lei  trovi veramente delle tali particolarità e qualità che riescano a toccare le sue corde.

Emanuela aveva tutto questo. In quel momento era la  poesia che mancava.

 Il suo sguardo vuoto, verso la porta, nella speranza che potesse palesarsi.
 Ebbe uno scatto quando una ragazza dai capelli simili si avvicinò alla vetrata, ma il sussulto trasformarsi in astenia quando, entrata, Federico focalizzò non trattarsi della sua speranza.


L’ora tarda, oramai rassegnato; pensò che la prossima volta forse sarebbe andata meglio : “per piacere Fulvio - un Martini”; stanco e un po’ deluso mise in posizione off  l’interruttore del piano elettrico.    

domenica 29 novembre 2015






FORSE TU NON LO SAI
Testo e musica di mimmo sola   2015

Se non cerchi il Natale lui è in cerca di te
perché ognuno ha bisogno di tornare bambino
e non te ne accorgi ma è proprio il cammino
che non te lo aspetti e ritornano i segni
dove è bello scoprire che Natale è ogni giorno
se bellezza ti coglie e l’amore ti prende
non pensare alla vita come tempo che fugge
come tempo che manca come tempo che regge
un frastuono di ombre
nel mare in tempesta ma arriva la calma
se un bambino è salvato  il futuro lo attende
se è ben custodito e  se è amore che cerchi è Natale per noi
un uomo diventa  e cresce nella speranza
di un mondo più giusto più in alto lo sguardo
in un giorno speciale tu ritorni fanciullo
il Natale del mondo, e gioia verrà.
Se non cerchi il Natale lui è in cerca di te
perché ognuno ha bisogno di tornare bambino
e non te ne accorgi ma è proprio il destino
che non te lo aspetti e ritornano i sogni
dove è bello capire che Natale è l’adesso
se bellezza ti coglie e l’amore ti prende
non pensare alla vita come tempo che hai
ma come tempo che manca e se tu lo vorrai
stai vivendo il Natale e forse tu non lo sai
 la vita è un legarsi di calma e di vento
se non cerco il Natale  lui è in cerca di me

come musica dentro, ecco quello che c’è.

sabato 28 novembre 2015

POESIE DI DOMENICA (O) MIMMO -CORPI SPARSI-


Ho visto corpi spezzettati e sparsi

Vesti intrise dal rosso dominante
Urla gemiti grida pianto orrore
Altri ridere distanti ore
Il male esiste oramai di quotidiano 
Ma non ci credi se non lo vivi accanto 
Le stesse cose ripetersi lontano
Non ti spaventano come fossi umano 
Come se tutto ciò non ti appartenga
E quelle morti siano finzione 
Se il sentire diventasse uno
E ogni bimbo morto come tuo figlio
Ti accorgeresti che il dolore tuo 
È uguale a quello di ogni altro uomo

domenica 22 novembre 2015

TIPO REGGAE -testo- mimmo sola album "jucamu" ( iniziato nel 1979 e ancora non finito)

Tengo nu figlio che è nu tipo reggae
 a lui piace bob marley non gli piace la guerra
Tengu nu figlio che è nu tipu strano
 ogni tanto con gli amici fuma chianu chianu
chianu chianu non fa male a nessuno dice 
- è soltanto una scusa per mostrare chi siamo
Siamo guaglioni con tanta tristezza 
che ci accorgiamo che il mondo è soltanto una farsa

Ma deve andare così ci vuole il bello e il cattivo 
ci vuole il cielo e il riparo
Ma deve andare così ci vuole il buono ed il normale 
ci vuole il falso ed il banale

Tengu nu figlio che dice che il mondo è confuso
 perché ognuno gioca d’azzardo
Gioca d’azzardo non per sua volontà
 ma perché è costretto dall’amara realtà

Io son me stesso e ipocrita mai 
dico che c’è altro da fare che avercela con un ragazzo
Che avrà un suo vizio ma non fa male a nessuno
 perché il male lo fa chi lucra sul niente
A chi conviene proibire?
solo chi bleffa fa finta di non sapere
Tutto è vizio  anche il gioco, l’amore, il rifiuto; 
la vita è un insieme di vizi e virtù
in un altro luogo  invertiti gli accordi 
ti trovi che il vizio diventa virtù
allora il mondo è confuso - non è colpa del figlio

Ma deve andare…

E’ l’uomo che scrive e l’uomo cancella 
a seconda del tempo e della sua intelligenza
Qui da noi conviene così
al potere alle mafie che stanche non sono
e alimentano il gioco del giusto o sbagliato 
- e nel frattempo si vendono il mondo
non proibire ma solo educare è questa la strada 
- ma non conviene al potere
ma se nel mondo non vince il sapere 
- saremo sempre più schiavi del vizio e del male


Ma deve andare così…

sabato 21 novembre 2015

POESIE DI DOMENICA (O) MIMMO

appendice al racconto del post di ieri.

 la domanda è: perchè il contadino non ha messo il bambino sotto la coperta: in effetti ci ha provato, ma gli scappava sempre dalle mani... vuol dire che oltre alle azioni che un uomo compie, giuste o sbagliate, il non ponderabile (destino) avrà sempre un ruolo, per cui il futuro sarà sempre libero.










PIOVVE INCHIOSTRO



Di più cadde
 dal cielo

nuvole ghiaccio
rami e scuro
laghi di inchiostro nero
su mio foglio bianco

si dissolvono

lasciando note
diventare musica

tempo e parole

 insonne penso

mattino arriva


ritrovo tutto 
  un pò più stanco

e

  colore più mischiato

suona nero
ma non prevale al bianco

venerdì 20 novembre 2015

RACCONTO BREVE DI SABATO

...un pastore mongolo nel deserto del Gobi cerca la sua pecora migliore, persa durante una tempesta di sabbia. è sera. la temperatura presto scenderà sotto lo zero e le speranze di ritrovarla sono sempre più scarse.

pensa che con quella perdita forse non potrà più far fronte agli impegni presi, perchè mancandogli la produzione, gli mancherà il prodotto da barattare.

quando oramai stremato decide di sospendere le ricerche, vede una luce lontana.
avvicinandosi scorge una piccola tenda, che lascia trasparire una sagoma, che sembra proprio quella del suo animale.

entra nella tenda e trova un bambino piccolo, la sua pecora, un sacco di grano, delle mine antiuomo e una coperta.

esce, si guarda intorno, non vede nessuno.
rientra e cerca di capire come mai quella tenda lì, in mezzo al nulla, cerca di  parlare col bambino, per farsi dire chi è, e perchè è  solo.

il bambino, molto piccolo, gli fa un sorriso.

solo allora il pastore capisce che quel bambino è il futuro.

è oramai troppo tardi per tornare al suo rifugio, quindi dovrà passare la notte nella tenda, assieme alla pecora, al grano, alle mine ma sopratutto al futuro.

non sa se riuscirà a prendere sonno. abbraccia la sua pecora e guarda il futuro che non vuol stare con lui sotto la coperta.

il freddo ma sopratutto le domande nella sua mente non lo fecero addormentare.

lui  poneva dei quesiti al futuro, ma il bambino sorrideva sempre, senza parlare.


all'alba, quando la temperatura era oramai scesa abbondantemente sotto lo zero, e la soglia di sopravvivenza quasi raggiunta, ebbe un momento di torpore e gli sembrò di sognare un sogno infinito.

ogni chicco di grano veniva seminato, ogni mina interrata, e da lontano un' altra tenda, un'altra pecora, un altro futuro bambino che cresceva o che moriva.


allora capì,  nel momento  stesso in cui rischiava la morte, che il futuro  sorride sempre, ma dipende dal  passato; e che cresce se  seminiamo chicchi di grano, non mine.



mimmo sola dalla raccolta "racconti brevi di sabato" 2015

giovedì 19 novembre 2015

PENSIERO DI STABILITA' (GIOSTRA)

... un popolo chiede aiuto, un singolo chiede aiuto, per realizzare ciò che  permetta di vivere.

l'aiuto non si dà. soldi non ce ne sono.

non si possono sforare i patti di stabilità.

un popolo, per l'aiuto non avuto diventa ribelle, un cittadino anche.

si pensa in grande. bisogna far loro guerra.

per la guerra si può sforare il patto di stabilità

e giù bombe a quantità. muore il popolo ed il singolo.

chi resta coltiverà odio. e la giostra continua.



mercoledì 18 novembre 2015

LATTE (DI ASINA MASCHIO)

...ascoltando la mia musica, penso di quanto l'uomo sia ingabbiato in recinti preconfezionati ad arte, per soddisfare l'esigenza di un tempo frettoloso che lo obbliga a produrre sempre di più, per consumare sempre di più, per avere  profitto su cose  inutili,  armi che seminano morte, per fare guerre che servono ad arricchire i potenti, mentre soffrono popoli innocenti, ma giova all'economia del mondo!!!...


...di contro un litro di latte in stalla viene pagato a 0,32 cent di euro. gli allevamenti chiudono.
l'allevatore ha un costo produzione di circa 0,40 centesimi.
è in perdita. mi chiedo come faccia ancora a sopravvivere.

indebitandosi.

poi non potrà pagare, la banca si prenderà una struttura che non servirà, ci vorranno soldi, riconversioni, progetti, programmi: costi elevati a carico di chi?

ma gli utili della guerra ripagheranno.



nel frattempo noi stiamo consumando un latte.

le prospettive sono: l'allevatore sarà costretto ad imbrogliare per stare nei costi, il prodotto non sarà di qualità. noi lo consumiamo uguale.


il grosso allevatore finirà sotto ricatto a fare da lavanderia alle mafie, che per ripulire denaro possono vendere il latte anche a 0,30 centesimi. per loro cambia poco.


la riflessione è : invece di creare economia con cose  spesso inutili o/e dannose, perchè non pensiamo a farla anche tutelando le cose importanti?  (ad esempio la pace e l'uguaglianza, tanto gradite alla francia)

ma ci vuole tutta questa scienza?

(ognuno in questo post legga quello che crede.)

grazie e buona giornata

martedì 17 novembre 2015

FOSCHIE





foschìe basse


giornate limpide altro poco
attendersi "civiltà" ad occidente

 foschìe basse 
addensandosi in oriente

sul mondo
tempi incerti 
preannunciando

 novembre quieto 
all'apparenza 
nel nostro angolo di mondo

  un vento venuto da lontano
potrebbe presto muovere uragano

l'uomo che crede dio e tempo
non capisce cieli in movimento

 preda di un terrore universale
non pensa ai suoi errori 

ma ad altro male




sabato 14 novembre 2015

POESIEDIDOMENICA (O) MIMMO

avro' avuto sei o sette anni. al vicinato, alla costa, c'era una signora anziana, ultranovantenne nel 1970, quindi nata più o meno intorno al 1880... (non ricordo il nome : era la nonna di nuccio pacchiarotto) mi recitava una poesia, che oggi assume un significato quasi profetico alla luce degli eventi, ma che in realtà vuol dire soltanto che nella sua storia l'uomo è stato è, e sarà una volta incudine, l'altra martello. con questo non giustifico la violenza di questa mattanza nè  crudeltà alcuna, ma  sperimento nella natura dell'uomo la guerra, che combattuta nelle varie declinazioni, è causa e conseguenza del suo essere imperfetto.


per ciò che mi ricordo, la poesia recitava così:


NU JURNU MI PARTII E JIVI IN FRANCIA
NDRU LU GIARDINU DI LA SUIA ECCELLENZA
C'ERA NA QUAGLIARELLA MANZA MANZA
CU L'OCCHI MI FACIA LA RIVIRENZA

NO MI FA TANTI DISPETTI
CA VENI LU JURNU CHI TI LI RICATTU

AMA DORMI TUTTI DUI A NU LETTU
E TI RENNU LI DISPETTI CHI ME FATTU.




se nel mondo non si colmeranno le diseguaglianze, non ci potrà essere convivenza.
l'occidente, a causa degli errori commessi in passato, oggi è vittima dello stesso male che ha esportato, e che in maniera mascherata esporta ancora oggi.

grazie.

Erick ft WinninHorse - Swing life away acoustic cover

Erick-Quale Natale

QUALE NATALE




" Quando il tempo non fa il suo dovere  il percorso dell'uomo si perde, nell'abisso del faccio da me. e tutto si complica se ognuno, pensando a se stesso, ignora il bisogno di un altro; che ha perduto la strada per un altro motivo più serio, più grave...

E' Natale, ma quale Natale se tutti fan finta di niente!
se solo capissi la gente avrei fatto un Natale, avrei fatto un pensiero normale.

Quando il tempo non fa il suo dovere è tutto un ripetersi di sogni e di sete
sai di cosa c'è bisogno: di un amico lontano che ti tenda la mano;
sai di cosa c'è bisogno: di una gioia che non fa rumore come la guerra ed il dolore!

E' Natale, ma quale Natale se tutti fan finta di niente!
se solo capissi la gente avrei fatto un Natale, avrei fatto un pensiero normale."




TESTO "QUALE NATALE" di mimmo sola che su musiche di Erick ha vinto lo scorso anno la manifestazione canora "NOTESTROFEDELNATALE" svoltasi  a  LAURIA.

IL VIDEO E' SU YOUTUBE cercate Erick Sola



in questo momento un pensiero a tutti coloro che hanno perduto e continuano a perdere la vita per mano di altro uomo, a coloro che hanno perduto la strada,  a tutti che avranno la volontà e la speranza di ritrovarla.

venerdì 13 novembre 2015

L'UGUALE

..quando tutte le parole saranno parlate, le candele consumate, le rabbie urlate, le lacrime finite, solo allora l'uomo comprenderà che sarà stato troppo poco il tempo dedicato all'uguale (mimmo sola da "la ragazza disegnata)




uomo contro






contro uomo
 accanirsi l'umano 
sconfigge se stesso 
 gioco al massacro 
  quello che abbiamo
presto sognato
ancor prima perduto

ripetersi ancora

se dio è così grande
l'umano piccino
scompare se afferma

in suo nome

annientarsi 
per stessa sua mano  

lunedì 9 novembre 2015

CON-FUSIONE



Ore 02,19. Varco due. Finisco di sistemare una canzone. Poi scriverò qualcosa da pubblicare domani sul blog. È la quarta notte al varco. Penultima. Domani un’altra. Poi un giorno di riposo.
 E poi si vedrà.
Nel frattempo lo  spunto: un ragazzo che lavora in galleria dall’altro lato, (ponte italia per capirci) mi chiede se lo faccio entrare per andare all’impianto di calcestruzzi.
Io lo faccio entrare, è autorizzato, ma gli ricordo che l’impianto si trova da dove è venuto, più a sud, quindi si sarà confuso per arrivare fin qui… in effetti si dà una manata in fronte ed inizia ad infarfugliare parole in napoletano, intuisco siano pre-bestemmie; lo tranquillizzo dicendogli che non è il primo, ed in questa affermazione l’anomalia dell’uomo del momento, perché sono in tanti, oggi, ad essere confusi.
Una confusione oramai intrinseca negli strumenti e di conseguenza  nei contenuti, tale da diventare endemica.

Nella confusione dei pensieri di ognuno la confusione del mondo, quando non si capisce bene in che direzione andare, in che varco entrare, dove la tua volontà non basta perché troppo distratto, troppo interconnesso, e quando l’altro si blocca di conseguenza resti bloccato anche tu…

“Allora a cosa serve la vita che scorre,- scriveva un amico di mimmo nel 1985, un tale ferdinando; -se il tempo i tuoi pensieri porta via con sé…”
“Amico mio, non sai quanto è difficile partire, dover lasciare tutto e in un istante dimenticare i volti della gente…”

E’ questa la canzone che stavo sistemando, dopo trent’anni: se c’è la voglia, anche dopo molto tempo, tutto può sistemarsi e ben continuare; mi auguro che chi tiene a questo mondo, l’unico abitabile per il momento, abbia voglia di dire basta a questa confusione, ed iniziare un percorso che vada in direzione dell’uomo, dove non rimpiangerai il tempo che porta via i tuoi pensieri, se altri più freschi ne dovranno arrivare.
Se dopo trent’anni sistemo ancora una canzone, probabilmente il tempo non esiste.


Notte del 10 novembre 2015   

sabato 7 novembre 2015

POESIE DI DOMENICA (O) MIMMO




apprezza quello 
che il sole 
illumina  nell' ombre

e quel suo raggio
obliquo di memoria 
sogno ripetersi

 intanto inutili
sospiri  attimi
soffrirai correndo

giocherai sul serio
tanto o poco
importa quel che di vero

pensiero utile alle genti

lascerai 
amando.









6 novembre 2015 ad antonio, conosciuto poco, apprezzato subito.

venerdì 6 novembre 2015

RACCONTO BREVE DI SABATO: CONSAPEVOLEZZA

Che ci fosse da dire tanto, troppo; era scontato. Ma che ne avessi voglia, non proprio.
 Allora muto. Con riserva di parlare dopo, se eventualmente il  livello di sopportazione fosse stato saturato.

Ciò non accadde, e tutto si concluse come al solito, con un nulla di fatto.



Le giornate trascorrevano tra la noia e la speranza di una fidanzata nuova.

Quella che avevo mi aveva rotto. Troppo perbene.
Nonostante le raccomandazioni di mia madre che diceva di non farmela scappare, una così.

Una così cosa!

Cosa ne sa mia madre della mia fidanzata. Di come io desidero sia. Di quello che cerco in una donna.

Le madri vedono quello che vogliono vedere, magari  rispecchiando il loro tempo andato, vestendolo dell’adesso; ma non è la taglia giusta.

La maggior parte delle ragazze  di oggi mostrano solo il lato bello, truccato, pettinato, ipocrita: l’altro non lo immagini neppure.

Poche quelle oneste, senza doppi fini, che stanno con te per come sei, che ti dicono tutto.


Opportuniste e vendicative, queste le ultime tre mie fidanzate.  
Molto carine, quello di sicuro, ma solo d’aspetto.


Quando a 19 anni iniziai a farmi la domanda, che probabilmente ero attratto  da questo tipo di ragazze perché sono incline allo scontro con l’altro sesso, e la lotta è tanto più gratificante quanto più è bastarda la donna con la quale hai a che fare, che iniziai a star bene con me stesso;
nella consapevolezza che quella dopo dovesse essere peggio della precedente.

TEMA MIGRANTI PARTE SECONDA : ESTRATTO DA "DISTESE 3" pianoprova

BUON  ASCOLTO CLICCATE SUL LINK SOTTO LA FOTO





giovedì 5 novembre 2015

PAESAGGI E NUVOLE DEL PARCO DEL POLLINO



Ti ho conosciuto
 in un tempo breve
 è bastato
per sapere
che vali




CIAO ANTONIO

mercoledì 4 novembre 2015

SATURAZIONI

Conoscevo una persona che si riciclava ogni quattro o cinque anni, cambiando abiti e ambiti, ma era rimasto comunque uno stronzo.
Voglio dire che è l’uomo stronzo, non la categoria di appartenenza.

Ci sono stronzi che fanno i professori, stronzi che fanno i musicisti, stronzi che fanno i giornalisti, stronzi che fanno gli avvocati; ma anche stronzi che fanno lavori normali, o fanno i politici , stronzi che fanno i prelati, stronzi che si approfittano dell’ignoranza della gente per montare ad orologeria scandali come la scoperta dell’acqua calda, ecc.ecc.
Pensa che io una volta ho conosciuto anche una casalinga stronza!

Nelle sottocategorie di appartenenza c’è una variabile che rende invidiosi gli altri: la ricchezza ed il denaro.

Se lo stronzo occupa un posto di potere e gestisce denaro, automaticamente approfitterà della sua posizione per arricchirsi alla faccia degli altri.

E questa è una novità?

Tutto questo scandalo attorno alla chiesa?  O attorno alla politica corrotta? O attorno alla sanità? O attorno alla casalinga?

Certo, la chiesa o la politica o la sanità o la scuola  o ecc.ecc. sono  tutte entità astratte, i cui adepti sono avulsi dalla stronzaggine…

Ma per favore!!!  (vorrei solo ricordarvi che nella terra dei cachi lo stronzo è  privilegiato di fatto)

E’ SEMPRE  UN UOMO, e  arriva il momento in cui tanti stronzi insieme saturano l’ambiente e fanno puzzare l’intera categoria.

Certo è che ultimamente la puzza iniziano a sentirla anche coloro ai quali avevano dato l’antidoto.

Fosse la volta buona?
Speriamo


GRAZIE  

lunedì 2 novembre 2015

TENDE VERDE SCURO

Le tende che coprivano le vetrate del grande balcone, affacciato sul mare, erano di un verde scuro, ed una volta chiuse completamente, riuscivano a far passare solo una debole luce.

Tanta ne bastava per ammirare il corpo di lei, i cui contorni sembravano fluorescenti, nel buio appena accennato.

 Lui era seduto su una poltroncina rossa, di quelle di moda negli anni cinquanta, bassa, senza braccioli.

Lei avanzava spalle alla finestra, passo elegante e sensuale, rallentato in modo magistrale da far perdere la testa anche a chi, di testa, non ne ha.

Lui, seduto comodamente, ammirava le sue forme sinuose e provocanti che si avvicinavano con incedere felino: sembrava quasi dovesse fare un balzo per saltargli addosso.
Rimase immobile. Lei si fermò, senza balzare, a cinque centimetri dalla punta del naso di lui, che si trovò appena sopra il suo ombelico mentre le labbra appena sotto.

Indossava solo slip e reggiseno, il primo nero, il secondo bianco. E tacchi a spillo.

 Il profumo della sua pelle era particolare, insolito.

A quel punto i sensi di lui esplosero. Coi denti prese lo slip nella parte che si va a restringere, appena sopra il suo fianco sinistro, e tirò all’indietro. Poi spinse in avanti e un altro strappo all’indietro, questa volta più violento, tanto che l’indumento si stracciò, facendo apparire la meravigliosa nudità.
Lo slip era rimasto ancorato sulla gamba destra.
Lui completamente vestito.

Gli si sedette sopra di modo che il suo magnifico seno coprisse completamente il suo viso.
 Non le tolse il reggiseno, perché preferiva averla così. L’abbracciò, in modo che le sue mani incrociate potessero toccarle i capelli dietro la nuca ed i suoi gomiti poggiare sulle sue gambe.
Lei piegò la testa all’indietro, leggermente alla sua destra. Lui iniziò a baciarla sul collo e a morderla delicatamente.

Lei iniziò a muoversi sopra di lui in modo automatico e naturale. Dopo un po’, quando i loro corpi avevano raggiunto il massimo dell’eccitazione, lui riuscì a spogliarsi facendosi aiutare, ma senza lasciarla spostare da quella posizione.


Iniziarono a fare l’amore, ed in un moltiplicarsi di brividi e reciproche esaltazioni che trascorsero una delle loro giornate più straordinarie, che doveva legarli per tutta la vita, in un vortice di desiderio e di passione  che scaturiva dalla loro fusione di spirito e di corpo, sensazione che avevano avuto sin dal loro primo incontro, quando, anche se conoscendosi appena, avevano provato entrambi un’attrazione istantanea ed inspiegabile. 



domenica 1 novembre 2015

NOMADE STANZIALE




chi sta sempre in un posto, e non si confronta con quello che accade fuori, non capirà mai la diversità del mondo anzi si convincerà che non esiste altra verità che la sua.

e' questo il limite di chi non ha apertura mentale: il pregiudizio.

si è convinti, pur conoscendo un unico punto di vista, che la propria idea sia la migliore. ma è soltanto la sua idea, frutto di un'elaborazione parziale di un'unica prospettiva.

è il male peggiore, in un tempo dove la diversità come valore dovrà contribuire al miglioramento dei rapporti umani.

come il viaggio fa comprendere orizzonti fisici sempre più ampi, di per sè cosa gratificante per ogni individuo, anche stando sempre in un posto la fantasia, allargando gli orizzonti della mente, ci fa comprendere la molteplicità delle opinioni, se accettiamo che ogni persona è diversa da un'altra.


quindi come il viaggio, anche la fantasia gratifica l'individuo.